Renzo Novatore

LE ROSE, DOVE SONO LE ROSE?


328 pp • € 15,00




Per farla finita con questo mondo a senso unico, bisogna sognare e bisogna agire. Queste due parole di disordine sono un tutt’uno. È questa la lezione che ci è stata tramandata dai grandi indesiderabili. Ed è uno di loro che qui presentiamo.

Abele Ricieri Ferrari (1890-1922), anarchico, teppista, ladro, disertore, rapinatore, assaltatore di polveriere, incendiario, dinamitardo di ogni autorità, morto in un conflitto a fuoco con i carabinieri, era al tempo stesso il poeta Renzo Novatore, che sui fogli sovversivi dell’epoca destinati all’utile propaganda si ostinava a spargere i suoi inutili versi, scontrandosi con l’incomprensione di un movimento immerso nella politica. Non era un militante che ricorreva anche alla letteratura, né un artista che non disdegnava l’impegno politico. Era un anarchico individualista che sognava ad occhi aperti ed agiva a mano armata, senza separazioni.

Novatore non era pedagogico, era immaginifico. Non era edificante, era iconoclasta. Non concedeva speranze ad una rivoluzione redentrice, credeva solo in una lotta all’ultimo sangue fra l’individuo e la Società. Contrariamente a chi vuole andare fra il popolo a raccogliere consenso, non esitava a rivendicare con fierezza la propria marginalità, il proprio essere bandito da un mondo sottomesso alle leggi dello Stato e dell’Economia.

Renzo Novatore dava voce e corpo a un anarchismo passionale e viscerale, che sfida l’impossibile perché non si accontenta di cambiare segno al possibile, liquidando definitivamente ogni legittima rivendicazione ed ogni ipotesi di conciliazione insita in qualsivoglia contratto sociale. Insopportabile «velleitarismo», il suo, che ancora oggi irrita gli aspiranti pastori di piccoli e grandi Movimenti.

Non era politico, utile, funzionale — era etico, estetico, sensibile e si rivolgeva alla feccia e alla canaglia, che eccitava alla conquista della bellezza, dell’originalità, dell’ignoto. Con il cuore gonfio di sogni, negli occhi le stelle, nel pugno la rivoltella.

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